1898 – 1937

I fratelli Maserati e gli albori dell’automobilismo

Le imprese dei fratelli Maserati nel campo dei motori sono iniziate agli albori della storia dell’automobile, il loro contributo allo sviluppo della tecnica automobilistica italiana nel mondo è provato dai successi ottenuti in oltre sessantacinque anni di attività e dall’apprezzamento dei loro prodotti in campo internazionale.

1898

Agli inizi del motorismo il diciottenne Carlo, il maggiore dei fratelli Maserati, inizia a mostrare le sue capacità tecniche: concepisce e costruisce un motore a scoppio monocilindrico che, applicato a un biciclo, gli consente di vincere numerose gare e di battere altrettanti record. Geniale e intraprendente, Carlo inizia a progettare automobili ma, nel pieno di una carriera fulminea, a soli ventinove anni perde la vita.

1914

Alfieri è il terzo di sette figli, sei anni più giovane di Carlo e, come lui, dimostra ben presto grande intraprendenza. Apre a Bologna l’officina meccanica con il nome di Società anonima Officine Alfieri Maserati per dare assistenza alle vetture Isotta Fraschini. Costruisce motori per auto da corsa che piloterà lui stesso. Intanto, durante la Prima Guerra Mondiale, si dedica alla progettazione di candele di accensione per motori a scoppio.

 

1932

Nell’immediato dopoguerra le sue prime automobili da corsa raggiungono risultati formidabili e Alfieri fonda Officine Alfieri Maserati, casa costruttrice che otterrà successi in tutto il mondo. Sfortunatamente nel mese di marzo, a soli quarantaquattro anni, Alfieri non sopravvive a un intervento chirurgico. Al fratello Mario, l’unico dedicatosi alle arti figurative, si deve il logo del tridente, chiaramente ispirato al Nettuno di Piazza Maggiore a Bologna. I fratelli Bindo, Ernesto ed Ettore fanno sacrifici enormi e superano grandi difficoltà economiche riuscendo a proseguire l’opera di Alfieri. Ernesto, il più giovane, è un pilota professionista dotato di grandi capacità creative, progetta automobili straordinarie e le costruisce insieme ai fratelli. Nascono, tra le altre, l’8CM monoposto di 3000 cm3 con compressore, con cui Nuvolari consegue vittorie strepitose, e l’8CTF 3000 con compressore, che resta ancora oggi la sola automobile italiana ad essersi affermata alla 500 Miglia di Indianapolis, vinta per due anni consecutivi. A queste si aggiungono anche la A6 e la A6G, capostipiti di tutte le Maserati sei cilindri del dopoguerra.

1937

I fratelli Maserati decidono di vendere la loro fabbrica e il relativo marchio alla famiglia modenese Orsi con l’impegno di restare nella dirigenza per dieci anni. Nel frattempo il loro fortissimo senso di indipendenza li spinge a pensare a una nuova impresa.

1947 – 1967

Officine specializzate costruzioni automobili

1947

A Bologna viene fondata OSCA – Officine Specializzate Costruzioni Automobili – Fratelli Maserati – figlia di una lunga tradizione di imprenditorialità, capacità progettuali, di esperienze tecniche e sportive.
Nella mente di Ernesto Maserati comincia a prendere forma quella vettura di 1100 cm3 che sarà la capostipite di tutte le OSCA.

1948

In piena fase di ricostruzione industriale, il primo motore e il primo autotelaio sono pronti per essere testati. Ernesto Maserati effettua il collaudo e il risultato è un grande successo. A settembre Gigi Villoresi, grande campione italiano affezionatissimo ai fratelli Maserati, disputa il G.P. di Napoli con la nuova OSCA MT4. Gli avversari sono la squadra Cisitalia 1100 capeggiata da Bonetto, le Ferrari 2000 di cui una pilotata dal campione francese Raymond Sommer, e la Maserati A6G 2000 progettata da Ernesto Maserati e pilotata da Alberto Ascari. Villoresi porta la piccola OSCA alla vittoria. È l’inizio di una storia di innovazione tecnica, di costruzione di nuovi modelli, di conquiste di record mondiali nonché di vittorie nella motonautica. Il motore 1100 viene portato a 1342 cm3 e ottiene lusinghieri successi.

1950

Viene preparato un nuovo motore 1100 con due alberi a camme in testa. La vettura con questo motore e una nuova carrozzeria debutta alla Mille Miglia con il grande campione Luigi Fagioli, ormai cinquantaduenne, vincendo la propria classe e giungendo 7° assoluto. Su richiesta del costruttore francese Amédée Gordini, OSCA progetta e costruisce un motore di 4500 cm3 per la Formula 1. Ernesto Maserati sceglie la soluzione a 12 cilindri e, nonostante Gordini abbia ritirato il suo sostegno, il primo motore viene acquistato dal principe siamese Bira che chiede di montarlo sulla sua Maserati 4CL (anch’essa progetto del 1939 di Ernesto Maserati) con cui vincerà il Richmond Trophy di F1 a Goodwood.

1951

Poco prima del termine della Formula 1, OSCA costruisce e vende a due appassionati sportivi gli unici due modelli F1 realizzati. Per i successivi due anni i Gran Premi si correranno con la F2 di 2000 cm3. Ernesto Maserati progetta allora una monoposto a 6 cilindri in linea con il cambio posizionato posteriormente e unito al differenziale. Le sospensioni posteriori sono di uno speciale tipo “De Dion”. Le due F2 costruite saranno acquistate dal campione monegasco Louis Chiron e dal giovane marsigliese Elie Bayol, entrambi domineranno brillanti corse e Bayol vincerà sul Circuit du Lac. I francesi cominciano ad acquistare OSCA nel 1951, gli americani nel 1952. Successivamente le richieste dall’estero aumentano e negli anni ‘55-‘56 più del 60% della produzione OSCA viene esportata.

1953

Il francese Jacques Peron acquista una OSCA 1100 cm3 e partecipa al Tour de France Automobile, la più importante corsa su strada francese che si svolge a tappe, e riesce a battere tutti i migliori marchi europei classificandosi 1° assoluto. Seguiranno altre vittorie assolute. Nasce anche il motore di 1452 cm3.

1954

A marzo Stirling Moss compie un’impresa memorabile con la OSCA MT4: vince la 12 Ore di Sebring battendo la squadra corse Lancia, la più forte fra tutte, che schiera tra gli altri Ascari, Villoresi, Fangio, Castellotti e Taruf. La Ferrari partecipa con il futuro campione del mondo Phil Hill. Ci sono anche le Maserati, le Jaguar e le Aston Martin. OSCA conquista il 1° posto assoluto.

1955

Un giovane veronese, Giulio Cabianca, acquista una OSCA 1100 con cui inizia una lunghissima serie di successi e, anno dopo anno, anche con i modelli successivi, conquista vittorie straordinarie battendo spesso avversari importanti come Ferrari e Maserati che gareggiano con auto di cilindrata maggiore.

1956

È per OSCA l’anno di tutte le vittorie in Europa e negli U.S.A, conquisterà il podio più alto con Villoresi, Cabianca, Castellotti, Musso e Maglioli. Nasce anche la piccola 750 che, invincibile nella sua categoria, vince nella 24 Ore di Le Mans e nella 12 Ore di Sebring la classifica all’Indice di Prestazione.

1957

Viene creato il motore 1500 con comando della distribuzione desmodromico.

1958

Nasce la monoposto di Formula Junior che per due anni si rivela difficilmente battibile.

1960

Il motore 2000 desmodromico viene portato al successo da Ludovico Scarfiotti che vince una strepitosa Targa Florio davanti alle Ferrari e alle squadre ufficiali Porsche e Maserati. Negli anni ‘50 e nei primi anni ‘60 questo tipo di motore OSCA è, ad eccezione di quello Mercedes di F1, l’unico ad affermarsi con questa tecnica e, grazie ai fratelli Maserati, rappresenta un successo della tecnologia italiana.
Nel 1960 OSCA inizia la costruzione di proprie automobili Gran Turismo. Si tratta di vetture a quattro ruote indipendenti equipaggiate con motori bialbero di 1600 cm3 in quattro diverse versioni: una con un solo carburatore, una con due carburatori denominata GT2, e due versioni ad alte prestazioni, di cui una a doppia accensione. Viene costruita anche una versione più economica a ponte rigido, la 1600 PR, con carrozzerie realizzate da Boneschi, Fissore, Touring e Zagato.

1963

Viene costruita l’ultima auto da corsa dei fratelli Maserati: è il modello denominato SP (Sperimentale) con telaio a traliccio, sospensioni indipendenti sulle quattro ruote, motore 1600 cm3 e una carrozzeria originale e aerodinamica, particolarmente concepita per la 24 Ore di Le Mans.

1967

Alla fine degli anni Sessanta, dopo venti anni di successi sportivi e di incredibili creazioni automobilistiche, l’attività di OSCA termina sia per effetto di una globalizzazione industriale sempre più diffusa che per via dell’età oramai avanzata dei tre fratelli Maserati.

Oggi

Massimo Di Risio eredita lo storico marchio bolognese

Oggi, dopo anni di inattività, il glorioso marchio OSCA può tornare all’attenzione degli sportivi in seguito alla cessione del marchio da parte dell’ingegnere Alfieri Maserati, figlio di Ernesto, all’imprenditore Massimo Di Risio.

“Sebbene nel corso degli anni sia stato conteso da più case automobilistiche e da altri interlocutori intenzionati ad acquisire il marchio – spiega Fabia Maserati- quella di mio padre è stata una scelta precisa, mirata a far rivivere uno tra i marchi più gloriosi del motorsport, che ha contribuito enormemente allo sviluppo della tecnica automobilistica. Infatti, non ha mai preso in considerazione la possibilità di mettere il prestigioso marchio di famiglia sul mercato – aggiunge Fabia Maserati – ma ha voluto affidarlo nelle mani di chi, come lui, come mio nonno Ernesto ed i suoi fratelli, ha sempre pensato che l’odore della benzina fosse il più inebriante dei profumi, così come il rombare dei motori il più emozionante dei suoni, a tal punto da fare dell’automobile un elemento totalizzante della propria vita. Massimo Di Risio è stato infatti un vincente pilota, prima ancora di diventare imprenditore di successo dell’automotive. La sua è una storia di grande passione per l’automobile. Ha una visione ancora “romantica” di questo mondo, abbinata però ad una grande capacità imprenditoriale. Con tenacia sta infatti portando avanti da anni un innovativo progetto automobilistico. Tutto questo crea inevitabilmente un fil rouge con la storia della mia famiglia. In Di Risio rivedo la stessa passione e la stessa tenacia che hanno animato i Maserati. Per O.S.C.A. svilupperà un piano industriale che potrà riportare il marchio a nuova vita.”

“Per me – ha commentato Massimo Di Risio – è un motivo di grande orgoglio affrontare questa nuova sfida ma anche di grande responsabilità. Ringrazio i Maserati per avermi voluto affidare il prestigioso marchio di famiglia. Mi impegnerò ad onorare la scelta fatta dall’ing. Alfieri Maserati, cercando di riportare in auge il glorioso brand fondato nel 1947 da suo padre Ernesto e dai suoi zii, Bindo ed Ettore. Sono sempre stato, fin da bambino, un grande appassionato di automobili e mi ha sempre affascinato in modo particolare la storia di O.S.C.A., che ho avuto la fortuna di poter conoscere meglio grazie all’amicizia nata con l’ing. Alfieri Maserati. Ho trascorso bellissimi momenti insieme a lui, ascoltando incredibili aneddoti sulla costruzione di auto da corsa, sulla progettazione di motori molto performanti, su inenarrabili vittorie conquistate in tutto il mondo, ma soprattutto sulla grande passione che ha animato per anni questa famiglia. Per circa vent’anni – ricorda infatti Di Risio – grazie soprattutto alle intuizioni di Ernesto, che progettò tutte le automobili OSCA, i fratelli Maserati scrissero la storia del motorsport attraverso grandi innovazioni, sia sul piano telaistico che motoristico, grazie alle quali i più grandi piloti del tempo, come Villoresi, Fagioli, Cabianca ed il mitico Stirling Moss, vinsero, facendo registrare nuovi record, sui più leggendari circuiti del mondo, battendo Ferrari, Mercedes, Porsche, Alfa Romeo, Bugatti. Alla fine degli anni 60, dopo innumerevoli successi sportivi e incredibili creazioni automobilistiche, l’attività dell’O.S.C.A. terminò per via dell’età, oramai avanzata, dei tre fratelli Maserati. Ispirandoci proprio a questa enorme e preziosissima tradizione, lavoreremo ad un progetto di rilancio di O.S.C.A.. Appena possibile lo illustreremo nel dettaglio”.

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